LA COMUNICAZIONE:
La comunicazione è → la condivisione di informazioni, pensieri ed emozioni. Essa avviene non solo tra esseri umani, ma anche tra: → animali;
→ piante;
→ addirittura macchine.
I bambini non imparano prima la comunicazione verbale che comprende:
- i gesti;
- le espressioni del volto;
- i comportamenti che trasmettono dei messaggi ed esprimono delle intenzioni senza l'utilizzo della parola.
FORME DELLA COMUNICAZIONE:
Comunichiamo ogni volta che entriamo in contatto e ci relazioniamo con gli altri.
Non solo la comunicazione avviene attraverso il linguaggio verbale, ma anche attraverso → segnali non verbali: • espressione del viso • il modo di vestire.
Quindi, ogni nostro comportamento trasmette dei messaggi sia intenzionalmente ma anche in maniera inconsapevole.
Siamo completamente immersi in un flusso continuo di scambi comunicativi, tanto che la comunicazione è considerata lo sfondo dell'esperienza umana e il suo fondamento.
- la competenza linguistica (padronanza del codice linguistico)
- la competenza comunicativa (conoscenza di sè e dell'altro)
sono abilità distinte e interdipendenti.
Esistono principalmente due modelli per descrivere la comunicazione:
- il modello lineare;
- il modello circolare.
IL MODELLO LINEARE:
Negli anni Quaranta del secolo scorso → l'ingegnere Claude Shannon (1916-2001) → il matematico Warren Weaver (1894-1978) hanno elaborato il modello lineare:
⤷ chiamato così perché la comunicazione viene descritta come una trasmissione lineare e unidirezionale che parte da una fonte e arriva a un destinatario.
Immaginiamo due persone, una che parla e l'altra che ascolta:
- la mente di chi parla è la fonte del messaggio, mentre la sua voce è l'emittente, perché emette il messaggio. Questo messaggio giunge in maniera lineare alla persona che ascolta.
- il destinatario invece, cioè colui che riceve il messaggio, decodifica il discorso che l'emittente gli pone, ovvero trasforma le parole in un pensiero.
⤷ fisico (altri suoni che impediscono di comprendere il messaggio),
⤷ o psicologico (lo stato d'animo di chi parla o ascolta).
IL MODELLO CIRCOLARE:
Secondo tale modello la comunicazione non si ferma al destinatario, ma ritorna all'emittente tramite un feedback → sorriso, smorfia, sbuffa, incrocia le braccia...
⤷ Sono tutti segnali di ritorno che influenzano la comunicazione.
Il contesto, (altro elemento che ha un ruolo fondamentale nel modello circolare), infatti il significato di una comunicazione dipende dal contesto nel quale essa avviene. Esso può essere:
- esterno, cioè il luogo e la situazione in cui si verifica la comunicazione;
- interno, cioè l'insieme delle idee, dei pensieri e delle esperienze di coloro che comunicano.
- esterno, cioè il luogo e la situazione in cui si verifica la comunicazione;
- interno, cioè l'insieme delle idee, dei pensieri e delle esperienze di coloro che comunicano.
LE FUNZIONI DELLA COMUNICAZIONE:
Negli anni Sessanta del Novecento il linguista russo Roman Jakobson (1896-1982)
⤷ studiato la comunicazione dal punto di vista degli scopi, cioè delle intenzioni per cui essa si verifica. Egli ha così individuato sei differenti funzioni:
- la funzione fática: è propria dei messaggi che servono a stabilire o interrompere un
contatto tra gli interlocutori, per esempio «Pronto?» quando si risponde al telefono; - la funzione referenziale: riguarda il contesto e la trasmissione di informazioni e dati, per esempio «Il treno parte alle 7:30»;
- la funzione espressiva: riguarda l'emittente e la trasmissione dei suoi stati d'animo, per esempio «Oggi sono stanco»;
- la funzione conativa: riguarda il destinatario e i messaggi che intendono influenzare il suo comportamento, per esempio «Ricordati di prendere l'ombrello»;
- la funzione metalinguistica: riguarda il codice e la riflessione sulla lingua stessa, per esempio «La parola "vivace" è un aggettivo»;
- la funzione poetica riguarda la forma dei messaggi trasmessi, cioè la musicalità, la scelta delle parole, le rime, come per esempio la poesia.



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