LA PERCEZIONE

 LA PERCEZIONE

  CHE COS'E' LA PERCEZIONE?

é un processo psichico fondamentale per l'interazione con la realtà che ci circonda influenzata attraverso:

  • il nostro patrimonio di conoscenze;
  • dalle nostre esperienze;
  • dal nostro passato.
   Quando percepiamo interpretiamo il mondo intorno a noi a partire da:
     ↳ ciò che siamo
     ↳ la nostra cultura.

   Letteralmente "PERCEPIRE" significa rendersi conto dell'esistenza di qualcosa (avvertire).
   La sensazione precede la percezione  ed è:
  • la registrazione immediata;
  • inconsapevole;
  • non elaborata di dati 
  dovuta alla stimolazione di uno dei nostri 5 sensi.
  
     es. noi non siamo capaci di vedere al buio come riescono i gatti o sentire odori come i cani.

 La SENSAZIONE è infatti SPECIE-SPECIFICA: ogni specie diversa può percepire sensazioni per  cui possiede recettori sensoriali.  
     es. noi non siamo capaci di vedere al buio come riescono i gatti o sentire odori come i cani.

   La nostra sensazione prevede delle regole e dei limiti:

  •    Ognuno dei nostri 5 sensi può cogliere solo gli stimoli per cui è preposto → non ascolteremo       mai un colore o vedremo un profumo
  •    Qualsiasi stimolo fisico deve raggiungere un livello minimo per essere colto                                                                     → soglia assoluta: il limite al di sotto del quale gli stimoli non vengono avvertiti;                                                  → soglia differenziale: la differenza minima di intensità che due stimoli devono avere per essere percepiti diversamente;                                                                                                                                                                                  → livello di attività del nostro cervello: durante il sonno la nostra percezione diminuisce e il nostro cervello è in grado di registrare informazioni ridotte. Quando siamo invece svegli e attenti possiamo modificare le sensazioni per permettere l’entrata e la codifica delle informazioni.
   IL PROCESSO PERCETTIVO     • interpreta ed elabora gli stimoli che vengono dai nostri sensi
                                                              • interagisce con la realtà che ci circonda 
                                                              • elabora i dati che ci arrivano attraverso i nostri sensi
  Tali processi comprendono la capacità di:
  • unificazione, ci permette di avere una percezione unitaria della realtà che ci circonda anche se gli stimoli sensoriali sono tanti;
  • interpretazione, ci assicura di poterci interfacciare correttamente con la realtà.
  LA TEORIA EMPIRISTICA DI VON HELMHOLTZ:

  Hermann von Helmholtz ( 1821-1894) fu uno dei primi studiosi ad occuparsi della percezione, soprattutto su quella visiva, infatti formulò la TEORIA EMPIRISTICA.  
Secondo lui, la percezione della realtà è sulla base delle nostre conoscenze ed esperienze, infatti esse sono solo ipotesi (da lui chiamate inferenze inconsce): siccome noi arriviamo a formulare delle supposizioni. Ciò vuol dire che il mondo reale e il mondo percepito non corrispondono sempre.
Secondo la sua teoria la percezione si distingue in:
  • attiva: il soggetto organizza dati sensoriali;
  • indiretto: la percezione si basa su conoscenze pregresse ed è il frutto di ragionamenti inconsapevoli.

LA TEORIA DELLA GESTALT:

La Gestalt è una corrente psicologica nata nella prima metà del Novecento in Germania.
Il suo scopo era quello di indagare il funzionamento dei processi percettivi umani e scoprire quali sono le regole che li governano.
GESTALT significa "forma", "struttura unitaria" e dice che "il tutto è diverso dalla somma delle singole parti", infatti quando guardiamo qualcosa, non vediamo solo le sue parti, ma un insieme che ha un significato diverso. Secondo i teorici della Gestalt è proprio la mente umana che crea una "forma" unitaria dei diversi stimoli

es.
a sinistra notiamo dei singoli elementi con caratteristiche differenti, nel riquadro a destra invece notiamo come la loro percezione in un unico stimolo acquisti un significato.



LE LEGGI PERCETTIVE:

Le leggi percettive della Gestalt spiegano come tendiamo a interpretare gli stimoli visivi e alcuni sarebbero presenti fin dalla nascita.

  • Legge della vicinanza: tendiamo a raggruppare in un unico stimolo percettivo elementi visivi che sono vicini tra di loro;
  • Legge della somiglianza: tendiamo a raggruppare in un unico stimolo percettivo elementi visivi che tra loro sono simili;



  • Legge della chiusura: tendiamo ad unire elementi vicini tra loro percependoli come figure chiuse anche se non sono delimitate da confini definiti; 


    

  •  Legge del destino comune: tendiamo a cogliere parti di un unico stimolo percettivo, elementi in opposizione ad altri; 


  •  Legge della "buona forma": tendiamo ad attribuire a ciò che vediamo caratteristiche di uniformità. Nella figura e sinistra percepiamo due forme geometriche irregolari, mentre nella figura a destra percepiamo due figure geometriche sovrapposte;
  •  Legge dell'esperienza passata: tendiamo a collegare elementi secondo la nostra esperienza passata. Nella figura affianco percepiamo infatti la lettera "E" e non tre linee spezzate;


    I FATTORI STRUTTURANTI:

   I fattori strutturanti ci permettono di ordinare gli stimoli con cui entriamo in contatto:

  • Organizzazione figura-sfondo: grazie alla percezione siamo in grado di distinguere la figura (in primo piano) e lo sfondo (in secondo piano).        Certe volte la nostra mente fa difficoltà a capire quale sia la figura in primo piano e quale in seconda, ciò vuol dire che la nostra mente "fluttua", infatti parliamo di percezione fluttuante.

    
  • Costanza della grandezza: il nostro sistema percettivo vede la grandezza di un oggetto in base agli oggetti/persone vicine o lontane ad esso/a.



  • Costanza della forma: grazie alla percezione riusciamo a percepire gli oggetti costantemente nonostante li vediamo con un'angolo di visuale diverso

LATEORIA ECOLOGICA DI GIBSON:

James J. Gibson (1904-1979) è un importante psicologo del XX secolo nel campo della percezione.
Nel 1979 sviluppò la TEORIA ECOLOGICA DELLA PERCEZIONE (chiamato così perchè il processo percettivo è strettamente legato all'ambiente/contesto in cui esso avviene.)
Secondo lui, le informazioni che noi percepiamo sono già presenti nello stimolo che ci arriva dall'ambiente circostante. Da lui viene chiamata AFFORDANCE: → un "invito" all'utilizzo.
                                                             concetto diretto
"Concetto diretto" perchè basta guardare per sapere cosa si deve fare e non servono istruzioni o etichette per farcelo capire. Secondo questa teoria la percezione è un processo:
  1. PASSIVO: il soggetto deve cogliere le informazioni;
  2. DIRETTO: → le informazioni percettive sono presenti nell'ambiente;                                                                                                          → non necessitano di elaborazione.

NEW LOOK PERCEPITION: 

  • corrente di pensiero;
  • negli Stati Uniti;
  • a partire dal 1950;
  • "uno sguardo nuovo sulla percezione".                                                                                                ↓        
Concepisce la percezione visiva come un'attività complessa e influenzata da qualità individuali e variabili del soggetto.
Jerome Bruner (1915-2016) sottolineava l'importanza:

       →dei bisogni 
       →delle aspettative        elementi che influenzano il processo percettivo (interpretiamo non 
       →delle motivazioni            sempre uguale a tutti). 

Secondo tale processo la percezione è:
ATTIVA: i bisogni e le aspettative del soggetto agiscono sulla percezione
INDIRETTA: gli stimoli visivi esterni sono mediate dai fattori personali.

LE ILLUSIONI PERCETTIVE:

Certe volte al nostro cervello capita di interpretare correttamente le informazioni che riceve grazie ai 5 sensi, anche se ogni tanto può essere ingannato, facendoci vedere la realtà in modo distorto → chiamate illusioni percettive.

In questo esempio si nota come due linee della stessa lunghezza possano ingannarci facendocele sembrare una più lunga dell'altra. 
Se le frecce hanno angoli ottusi (aperti) sembra che la linea è più corta; se hanno angoli acuti (chiusi) la linea sembra più corta.





L'IVENZIONE DELLA PROSPETTIVA:

→ permette di farci vedere la profondità di un oggetto o di un dipinto;
→sviluppata nel Quattrocento;
→grazie all'architetto Filippo Brunelleschi;
→si basa su un punto centrale (punto di fuga) verso cui convergono le linee immaginarie.


es. Nell'affresco di Pietro Perugino notiamo come gli oggetti  lontani appaiono più piccolo mentre quelli più vicini più grandi, proprio come li percepiamo noi nella realtà.



DROGHE E PERCEZIONE: LSD

Alcune sostanze, come l'LSD possono provocare allucinazioni, alterando la percezione della realtà. Chi la assume potrebbe perdere la cognizione del tempo e vedere le distanze in modo errato, infatti può essere molto pericoloso siccome alcune persone credendo di poter volare, senza accorgersi del rischio, hanno subito gravi incidenti.

L'ILLUSIONE DELLA DISTANZA DI AMES:

La stanza di Ames, è costruita in modo tale da ingannare il nostro cervello nella percezione visiva, infatti inizialmente la stanza sembra normale, ma in realtà ha un angolo molto più lontano dell'altro e il soffitto inclinato.

Questa struttura ci inganna, facendoci credere che una persona sia enorme e l'altra minuscola, inoltre il nostro cervello percepisce la stanza come regolare e per questo l'illusione funziona.





LA PERCEZIONE VISIVA NELL'ARTE:

L'arte può essere uno strumento utile per comprendere i meccanismi della nostra percezione visiva e del reale, sia per coloro che osservano l'opera d'arte, sia per coloro che la realizzano.

Il David di Donatello

L'opera di David di Donatello (1386-1466) aiuta a far capire l'importanza dei processi percettivi. Fu proprio lui ad inserire la prospettiva in ambito scultoreo per la prima volta.
Questa scultura fu realizzata intorno al 1440 issato su una colonna alta circa 3 metri che purtroppo fu andata perso dopo uno spostamento al Palazzo Vecchio. 
I visitatori infatti si trovano ad altezza pari della statua per guardarla e la reputano come mal formata, ma quello che non sanno è che essa è stata creata tenendo a mente un preciso punto di vista che è l'elemento essenziale per percepirla correttamente.



L'Optical Art

La Optical Art è un movimento nato negli anni Sessanta del secolo scorso con lo scopo di far confondere l'osservatore attraverso l'instabilità percettiva, causata dall'accostamento di line e forme geometriche che giocano con la nostra percezione. 
Victor Vasarely (1906-1997) era un pittore ungherese che creò una serie di lavori sula quale il nostro occhio era costretto a continuare a guardare senza un indirizzo preciso. Infatti le sue opere non comunicano nessun contenuto, ma percepiamo solo oggetti emergenti tridimensionalmente.




Gli sbalzi tridimensionali ci suscitano un movimento virtuale, infatti la definizione di Optical Art è anche come arte cinetica.


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