L'OBLIO:
Per oblio si intende l'incapacità totale o parziale di ricordare ciò che si è appreso: le informazioni che prima si possedevano vengono perse e non è più possibile recuperarle. Esso è un fenomeno non duraturo ma è temporaneo. Inoltre è necessario per il funzionamento della mente umana, permettendoci di non ricordare. Se l'oblio non esistesse, il nostro cervello ricorderebbe tutto portandoci al sovraccarico e di conseguenza spendiamo molte energie.
Nell'Odissea Omero narra come il fiore di loto sia fonte di oblio per chi lo assaggia, tanto che alcuni compagni di Ulisse dimenticano di dover affrontare il viaggio di ritorno verso casa.
LE TEORIE DELL'OBLIO:
Negli anni sono state formulate varie teorie che cercano di spiegare il fenomeno dell'oblio:
- Teoria del decadimento: gli eventi lontani nel tempo vengono dimenticati o ricordati con molta difficoltà. Nonostante ciò ancora non si spiega come gli anziani riescano a ricordare degli avvenimenti durante la loro infanzia.
- teoria dell'interferenza: secondo la quale l'oblio non è legato al trascorrere del tempo ma all'interferenza di altre informazioni o eventi:
→ l'inferenza retroattiva: quando i ricordi più recenti interferiscono con quelli passati;
ESEMPIO: degli studiosi chiesero ad un gruppo di studenti di ricordare delle sillabe senza senso la mattina appena svegli, mentre ad un altro gruppo di studiarle la sera prima di andare a dormire. Solo quest'ultimo gruppo ha saputo riferire più sillabe, dato che il primo gruppo ha ricevuto durante la giornata troppe informazioni, esse hanno interferito con il loro apprendimento.
→ l'inferenza proattiva: quando i ricordi già esistenti infieriscono con quelli più recenti.
ESEMPIO: quando impariamo una nuova lingua commettiamo degli errori perchè applichiamo le regole grammaticali della nostra lingua madre.
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